Alfabetizzazione di inglese
Nella nostra scuola dell’infanzia è dall’ascolto dell’esperienza e dalla rilevazione dei bisogni che vengono individuati gli obiettivi formativi concretamente perseguibili e significativi per i singoli bambini.
mercoledì 13 marzo 2013
sabato 16 febbraio 2013
Il principe ranocchio (III sezione)
Il principe ranocchio
Il principe ranocchio (filastrocca)
mi prometti che chiudi almeno un occhio?
Allora…viveva una volta in uno stagno
un rospo più grosso di un ragno.
Ma era un rospo che come lui non ce n’è più
era, pensa un po’, di sangue blu!
Era stato un principe ma per dispetto
una strega l’aveva trasformato in un rospetto.
Dice una fiaba che solo con un bacio
in principe potrà esser ritrasformato.
Dice un’altra che va sbattuto contro un muro
perchè l’incantesimo si spezzi di sicuro.
Tu che di fiabe ne ascolti una a sera
quale delle due ti pare la più vera?
domenica 10 febbraio 2013
giovedì 7 febbraio 2013
Ravviviamo le pareti del castello bianco
NEL NOSTRO CASTELLO BIANCO BISOGNA RAVVIVARE LE PARETI CON TANTO COLORE
lo scopo di questi esercizi è quello di far fare ai bambiniesperienze guidate del colore, svincolato quanto più
possibile dall’elemento della forma.
Per questo si utilizzano acquarelli molto diluiti e si lavora sulfoglio di carta bagnato.
L’esperienza procede rispettando una data sequenza di
azioni, che porta il bambino ad affinare la sua sensibilità dipercezione del colore e ad acquisire attraverso la praticale nozioni di colori primari, complementari e secondari.Molto importante è non presentare ai bambini lavori giàfatti: vi accorgerete così che proprio chiedendo aibambini di rispettare una certa sequenza, verrà fuori lapersonalità di ognuno di loro, e non potranno essercidue pitture uguali, o due verdi uguali, o due marroni
uguali ecc…
ECCO A VOI LA TECNICA DELL'ACQUERELLO
possibile dall’elemento della forma.
Per questo si utilizzano acquarelli molto diluiti e si lavora sulfoglio di carta bagnato.
L’esperienza procede rispettando una data sequenza di
azioni, che porta il bambino ad affinare la sua sensibilità dipercezione del colore e ad acquisire attraverso la praticale nozioni di colori primari, complementari e secondari.Molto importante è non presentare ai bambini lavori giàfatti: vi accorgerete così che proprio chiedendo aibambini di rispettare una certa sequenza, verrà fuori lapersonalità di ognuno di loro, e non potranno essercidue pitture uguali, o due verdi uguali, o due marroni
uguali ecc…
La conclusione della lezione viene rimandata al giornosuccessivo, quando le pitture sono asciutte e vengono
esposte una accanto all’altra per essere osservate
insieme.
L’osservazione, parte inte
grante della lezionedi pittura, può inizialmente essere guidata, poi i bambinisaranno in grado di cogliere molti più particolari di quantonon sappiamo fare noi.
Si può ad esempio chiedere: "Secondo voi il giallo è più
chiaro (più caldo, più freddo, più luminoso, più felice,
ecc…) quando è grande o quando è piccolo? Quando èvicino al rosso o quando è vicino al blu?" ecc…E’ importante non solo che imparino ad osservare, ma
anche che imparino a descrivere i colori verbalmente.Via via si possono così introdurre i termini tecnicirelativi alla teoria dei colori e la nomenclaturaappropriata.
E’ un lavoro che può cominciare nella scuola d’infanzia, e
proseguire in tutti gli anni successivi.Parallelamente, è chiaro, i bambini sperimenterannoanche tutte
le altre tecniche (tempera, acrilici, ecc…),
con scopi diversi.
Carnevale 2013
domenica 13 gennaio 2013
La settimana di Fata Stefella (II sezione)
La settimana di Fata Stefella
Sette colori per Fata Stefella
che ogni mattina vuole esser più bella
quando si reca nel regno fatato
dove ogni fiaba ha un posto assegnato.
Lunedì si veste di giallo
Martedì preferisce il verde
Mercoledì, è tutta arancione,
Giovedì, lo sai anche tu,
Venerdì, col vestito tutto rosa,
Sabato, si veste di viola per Pinocchio
Domenica, per andare nel bosco dalla nonna,
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